Lo so, sono troppo permaloso. Uno dei miei tanti difetti, forse il più fastidioso, sicuramente quello che è causa di più incomprensioni. Devo migliorare, imparare, riuscire a resistere alla tentazione di avere sempre l’ultima parola, devo smettere di non sentirmi mai soddisfatto di quanto ho detto. Ma credo inizierò domani. Per oggi mi è stato affidato un compitino facile facile. Devo riuscire a riportare ciò che è stata finora la mia esperienza inglese per come è veramente stata, senza le mie solite esagerazioni. Poco pathos, descrizione più che sensazione, frasi dirette, soggetto verbo complemento, poche subordinate e vocabolario succinto. La ricetta è chiara e prevede: articolo di nera Q. B., “temino da 6, buona la forma, un po’ scarso nei contenuti” abbondare a piacimento.
A questo punto rimane l’incognita del tempo verbale. Un bel passato remoto da temino da 6? “Partii in un’uggiosa giornata di aprile”, formalmente corretto, ma così retorico e nostalgico. Il presente storico da articolo di nera? “Il soggetto lascia l’autoveicolo poco prima delle 10 per dirigersi, scortato dai familiari, verso il luogo dove sarà sottoposto ai controlli di routine.” Io l’ho sempre ritenuto un obbrobrio, lo eviterò con malcelato piacere. Rimane come unica soluzione l’abusato passato prossimo, che tenterò di utilizzare con massima accortezza.
Iniziamo allora il mio breve esercizio di stile nella forma di reportage dall’Africa Nera! Senza offesa né per l’Africa né per i neri, che se venissi paragonato agli inglesi mi girerebbero parecchio. Per cui pace tra me, fratello buana, e te, nero mangiatore di fratelli buana, sappiamo tutti che sei migliore di ‘sti barbari. – Temo che questo frase mi alzerebbe il voto da 6 almeno a 6 e mezzo per la fantasia! Scusate… torno immediatamente al compito assegnatomi. -
Il due aprile sono arrivato a Nottingham. La città è il solito bordello a cielo aperto, e con bordello intendo
bordello[bor-dèl-lo]s.m.
1 Casa di tolleranza, postribolo; pop. casino.
Durante le vacanze pasquali, la città è libera da carne fresca. Così si indicano quelle giovani donne che hanno da poco festeggiato la maggiore età con il primo vestito da infermiera sexy, gonna inguinale e calze a rete, che formano la principale fauna locale nei giorni feriali. Per cui è prassi che signore, per età vicine al momento in cui dovranno render conto all’altissimo signore Iddio delle loro azioni, si sentano in dovere di dimostrare al mondo, come se ce ne fosse bisogno, che la gravità è veramente una legge universale. Lo fanno mostrando quanto duramente essa si sia accanita contro le loro tette che furono, grazie a scollature tanto profonde quanto non richieste. Le si può vedere allegre, spensierate, ubriache, saltellare per le strade e per i locali (club per gli indigeni), finalmente libere dal catetere, che si sbaciucchiano tra di loro mimando pomiciate lesbiche o che ballano e copulano con un nano vestite da conigliette di playboy. Che tu pensi: “Ma sono io che sono uscito di testa o sono finito in un film di Fellini? Tutto ciò non ha senso, è surreale o questi sono tutti matti?”, “Ecco, la seconda che hai detto, tutti matti.” (se non indovinate la citazione smettete di leggere e fate penitenza).
Con Diletta, sono stato gentilmente ospitato per quattro giorni chez Franci Francino che mi ha insegnato come cucinare la pasta con i broccoli e che le lesbiche vere non sono come quelle dei film. Sono piuttosto dei maschi poco aggrazziati, anche rispetto ai maschi. Lo so, la vita riserva ogni giorno nuove delusioni. Noi, in cambio, abbiamo cucinato la pasta al forno. Non è molto, ma è il pensiero che conta. Fabrizio, invece, si è scoperto bravissimo vogatore da pista da ballo e si è confermato campione di strizzata di capezzoli (questo la capiscono Paolo e Alberto).
Ma il tempo per discutere su Nottingham è, ahimè, finito. Forse ci torneremo, perché tanti sono stati i personaggi degni di essere ricordati. Ma ora ho sonno, domani sveglia presto. Non ho rispettato il compito di scrivere il temino da 6, per questo la Di Fraia mi avrebbe messo almeno 8 perché sono fuor di dubbio un figo. Domani mi trasferisco nella mia futura casa, poi vi dovrò raccontare di Lady Godiva di Peeping tom, delle case che mi volevano rifilare, del mio supervisore che è vissuto in Russia quando c’erano i comunisti veri, altro che Bertinotti!
Tutto ciò nella ridente, radiosa, luminescente città di Conventry!
Notte
Kind regards, anzi
Keep in touch guys
XXX
Scritto ieri notte pubblicato stamattina, entro in casa tra tre quarti d’ora. Qualcuno mi aiuta a pulirla?
Era domenica mattina. Avete mai notato la strada che scappa dal paese e scende verso la pianura. Le curve sono strette e false, e corrono rapide tra il cimitero e qualche allevamento di bovini e cavalli. L’asfalto è vecchio, rovinato, si balla incerti sulle sospensioni se si decide di scendere laggiù, il volante vibra ferocemente e i freni lavorano duro, e nessuno può capire perché ho scelto una strada troppo spesso inutilmente battuta.
E’ difficile vedere il motivo e nulla sembra valere la certezza del fallimento. Eppure bisogna decidere di prendersi dei rischi e io sorrido e vado via. Volendo si arriva ovunque o non si arriva da nessuna parte ma anche solo il tragitto vale la pena, incerto crea un momentaneo senso.
E la domenica è giorno di riti. Ci si sveglia tardi, c’è la messa precettata pena la dannazione eterna, e il pranzo di famiglia, e tutto il calcio minuto per minuto il pomeriggio. E l’abitudine a gesti logori, svuotati di senso, consumano la strada. Per la speranza di un vita migliore o semplicemente diversa, nuova, che possa regalare nuove emozioni, ci si incammina verso la pianura. E scappavo senza dire addii. Tanto ci tornerò prima o poi lassù, a conficcare, in una domenica autunnale, le mie ossa spoglie su un terreno da poter chiamare casa. Ormai stanco di deludenti novità che ricreeranno nuove abitudini da sfuggire cercherò tranquillità lassù, risalendo le curve false dove la rassegnazione verrà spacciata per felicità.
canzone misteriosamente apprezzabile (visto che ho scoperto essere colonna sonora di O.C.) video penosamente orrido!
Oh, baby, baby, it’s a wild world
It’s hard to get by just upon a smile
Oh, baby, baby, it’s a wild world
and I’ll always remember you like a child, girl
Ci si guidica giornalmente in un gioco al massacro che non fa prigionieri. Per vivere ci si muove tra pregiudizi e false convinzioni di cui vestiamo il prossimo. Tutto costruito secondo attimi, sensazioni. Non ci conosceremo mai a vicenda ma continueremo a rapportarci secondo costruzioni mentali che descriveranno gli altri io a partire da nostri schemi e prassi.
Impossibilità della comprensione.
Perchè su queste convinzioni virtuali e inesistenti costruiamo le nostre azioni quotidiane nel nostro vivere sociale. E sbagliamo, recidivamente, ma saremo sempre convinti di essere nel giusto. Perchè abbiamo agito contro l’immagine dell’altro costruita dentro di noi, senza ricordarci che lui è un fuori ignoto.
Continuate pure a credere di conoscere chi vi sta intorno cullandovi della bellezza, della dettagliatezza e delle precisione delle vostre mappe di giudizi con cui vedete il mondo.
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