Ma dove stanno sti cazzo di server di myspace e di facebook?

16 04 2008

Questi mitici contenitori di vuoto pneumatico che ci stanno assorbendo tutti, ridicolizzando i nostri rapporti interpersonali a frasette sgrammaticate e giochini stupidi e le nostre personalità in incasinate distese di pesanti presentazioncine di foto delle vacanze in flash, di canzoncine preferite e di avatar grandi quanto tutto lo sfondo del desktop.

Oh someone sent me a message, i think he/she want to prove me he/she does exist. Thank u! morirò con la coscienza che almeno 42 persone/amici di facebook nella vita avranno modo di dimenticarsi di me quando qualcuno spegnerà quei dannati server o, più semplicemente, decideranno che il sito è vecchio e fuori moda, o si stancheranno passando a qualche altro sitazzo incasinato, disordinato, capace di contenere più cose inutili.

But, u know,

It’s the evolution baby

I’m ahead, I’m a man
I’m the first mammal to wear pants, yeah
I’m at peace with my lust
I can vote Lega ’cause in God I trust, yeah

It’s evolution, baby

Admire me, admire my home
Admire my song, here’s myspace
Yeah, yeah, yeah, yeah
This land is mine, this land is free





In fondo le foto sono sempre belle, basta non farle a londra

12 04 2008

Pescare un attaccante 17enne buono dopo più di un mese che non si controlla hattrick e scoprire di essere quarto in ottava con la formazione automatica da sempre un certo piacere. Ma non quanto pensare che high hopes in fondo è oxford e che ad oxford le foto sono più belle di Londra. Perchè la verità è che Londra non piace e ce la sopportiamo solo perchè ci dicono che deve piacere.





























gli eroi son tutti giovani e belli

12 04 2008





Essere tornati in uno spazio dove si pensava il tempo aspettasse

9 04 2008

ci si è visti in posti lontani come se si fosse a casa. A continuare gli hobby casalinghi in mezzo a sconosciuti e a camminare in città dilatate nello spazio ma uguali nei balconi e nelle litigiose riunioni di condominio. In fondo una donna che cammina per casa con i tacchi mentre le sbornie lentamente si smaltiscono fanno parte di un bagaglio architettonico sconosciuto ai climi più freddi. Lassù le minorenni troieggiano con tacchi, indossati nei bagni delle stazioni per sfuggire alla disapprovazione, ma rimangono incapaci di recar disturbo, nei loro monofamiliari ritrovi intorno alla televisione circondati da minuscoli giardini fotocopia.

Ma di tutto questo rimane un ricordo nostro, che voi non vedete, non toccate, ascoltate ma non potete sentire, perchè al vosto tempo è indissolubilmente legato un altro spazio che vi obbliga a aspettare che io vi dimostri che quei momenti sono esistiti.

E allora, famelici o disinteressati sprecatori di vita, io vi porto prove banali e poco sincere. Il cui significato è vario, soggettivo e forse vuoto, ma sono gli unici attimi che ho potuto collezionare. Nel caso speriate di vedere edifici rimarrete delusi, quelli stanno nella scala temporale che non vuole appartenermi e che io non voglio far mia. Accontentatevi della banalità della quotidianità.