Era un rumore acuto di uccelli lagnosi, che si disinteressava alla mia vita. Remake poco ispirato del ieri, anticipazione banale del domani, ignorante delle mie illusioni di una quotidianità mai ferma e in evoluzione.
Com’è stato poco saggio il mio credere di sapere, di conoscere, di aver compreso, il solo pensare che sentire il sole nascere significhi che il sole nascerà.
Capire che l’errore sta dentro, che fuori il mondo é una variabile necessaria ma non sufficiente a generare disagio. Allora stare zitti e aspettare sembra la migliore delle soluzioni, ché in fondo é colpa del momento, delle condizioni interiori. L’ambiente esterno puó sembrare inaccettabile ma é solo una circostanza.
Superare il momento evitando di creare ulteriori stress e ulteriori disagi é lo scopo. In fondo la stragrande parte delle cose di questo mondo é inaccettabile, ma quotidianamente si finge che tutto vada bene per sopravvivere. E allora lasciamo scivolare anche questa, lentamente e senza fretta, respirando. Una semplice questione di autocontrollo e di accettazione dei fenomeni fisiologici che rimangono passeggeri. E allora che mi incazzo a fare, bisogna inspirare ed espirare e accettare. E io accetto e vado via.
Ora è tardi e non do dettagli, ma sappiate che quello di questa locandina è uno dei + bei telefilm di sempre. Spendete qualche serata a godervi questi piccoli film. Il primo paragone che mi viene è the big fish. Che dire, entusiasmante
Quando mai mi si è visto criptico? Perchè mi si definisce complesso?
Immaginate quanto piccoli noi siamo nella nostra incapacità di costruire il nostro io esteriore.
Si sbaglia sempre, si cerca di fare tutto per il meglio ma i dettagli sfuggono di mano e ci si ritrova a essere qualcun altro.
Si vuol comunicare quel pezzo di vita che sta a cuore e si finisce in un labirinto di parole che servono solo a stimolare la fantasia altrui nel riempire i buchi lasciati qua e là dalla naturale incompletezza della sintassi.
O per distrazione o mancanza di occasioni si dimenticano i dettagli più importanti.
E si finisce per essere qualcun altro che non si pensava.
E io giuro che non pensavo di essere quello che voi conoscete.
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