era da un po’ che non guardavo i tramonti

2 08 2008

Gradiente lento e immobile. Non ho parole se non vaghi pensieri schiacciati.

Sento il peso del vuoto.

in questi ultimi giorni ho fatto forse un errore, mi sono sopravvalutato come al solito e non ho fatto i conti con la mia dipendenza dalla materia. Là dove la vita è una parola senza senso, l’anima un sogno per gli sciocchi e l’universo una gabbia infinita ci crediamo capaci di affrontare il tempo e lo spazio solo grazie a una nostra supposta esistenza metafisica. E intanto navighiamo nella merda e beviamo delle nostre urine.





Sentir il sole nascere

27 05 2008

Era un rumore acuto di uccelli lagnosi, che si disinteressava alla mia vita. Remake poco ispirato del ieri, anticipazione banale del domani, ignorante delle mie illusioni di una quotidianità mai ferma e in evoluzione.

Com’è stato poco saggio il mio credere di sapere, di conoscere, di aver compreso, il solo pensare che sentire il sole nascere significhi che il sole nascerà.





Respirare profondamente ed evitare lo scontro

14 05 2008

Capire che l’errore sta dentro, che fuori il mondo é una variabile necessaria ma non sufficiente a generare disagio. Allora stare zitti e aspettare sembra la migliore delle soluzioni, ché in fondo é colpa del momento, delle condizioni interiori. L’ambiente esterno puó sembrare inaccettabile ma é solo una circostanza.

Superare il momento evitando di creare ulteriori stress e ulteriori disagi é lo scopo. In fondo la stragrande parte delle cose di questo mondo é inaccettabile, ma quotidianamente si finge che tutto vada bene per sopravvivere. E allora lasciamo scivolare anche questa, lentamente e senza fretta, respirando. Una semplice questione di autocontrollo e di accettazione dei fenomeni fisiologici che rimangono passeggeri. E allora che mi incazzo a fare, bisogna inspirare ed espirare e accettare. E io accetto e vado via.

ps ma porca puttana che fatica…





Nocturnal Self Portrait

11 05 2008

Sentivo la mancanza di un’adeguata rappresentazione del mio egocentrismo. Cosa meglio di un autoritratto?





si era foglie d’autunno

8 05 2008

vuoto e chiasso come le folle nei giorni di festa

ma senza i palloncini





6 05 2008





gli eroi son tutti giovani e belli

12 04 2008





Wikipedia

20 02 2008




Com’è il vostro umore?

17 02 2008

Il mio pessimo per la verità, guardo fuori il sole e sento sirene e gente che ride e immagino stanze

E’ davvero così che deve andare, la sopravvivenza legata al Largactil e alla vigilanza assidua?

LARGACTIL compresse rivestite con film:
Ogni compressa contiene:
Principio attivo:
Clorpromazina cloridrato

Trattamento delle schizofrenie,degli stati paranoidi e della mania.Psicosi tossiche (amfetamine,LSD,cocaina etc.).Sindromi mentali organiche accompagnate da delirio.Disturbi d’ansia se particolarmente gravi e resistenti alla terapia con ansiolitici tipici.Depressione se accompagnata da agitazione e delirio, per lo + in associazione con antidepressivi.Vomito e singhiozzo incoercibile.Trattamento dei dolori intensi generalmente in associazione con analgesici stupefacenti.Medicazione preanestetica.

Gli effetti collaterali in corso di terapia con neurolettici sono relativamente frequenti. E’ necessario che il paziente conosca alcuni degli effetti collaterali più importanti sia per il disagio soggettivo che questi arrecano al paziente, sia per l’effettiva necessità di intervento medico.

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Schematicamente ricordiamo:
distonia acuta o crisi neurodislettica;
discinesia tardiva;
rabbit syndrome: caratterizzata da tremore periorale;
acatisia: rende difficile o impossibile il mantenimento di una posizione di riposo;
stipsi;
ritenzione urinaria;
eiaculazione ritardata;
aumento della pressione intraoculare;
amenorrea, galattorrea, ginecomastia;
riduzione della libido;
aumento di peso;
turbe del ritmo cardiaco;
ipotensione ortostatica.

Qui non c’è nessun Cristicchi, nessun matto e nessuna rosa da regalare, solo momenti di dolore reale che nessuno di noi può capire. Troppo normali nella nostra ipocrisia di sentirci sani e migliori.

Intanto dove c’è un cappotto c’è stato un proprietario finito chissà dove. Cercarlo è inutile, viviamo riparati dall’anormalità e ne siamo schifati. La ghettizziamo e fingiamo che non esista, lasciando un senso permante di tristezza.

ps. complimenti agli olsen comunque. Bel video e bella canzone, una delle più malinconiche abbia mai sentito.