esiste un modo per vivere sotto un masso

9 09 2008

un piccolo masso piatto e quasi tondo ma storto, imperfetto. Grigio-marrone con striature rosse, leggero. Di quelli che lanci sulla superficie dei laghi sonnolenti di montagna, facendoli roteare in senso orario, velocemente, e che rimabalzano 3 o 4 volte. Non 6, né 7, che quelli sono sassi buoni, ricercati, rari. Servono a qualcosa e danno tante soddisfazioni al bambino che non sa crescere. Dev’essere un masso mediocre, ma non scadente, semplicemente medio come ce ne sono tanti, troppi.

Senza attirare l’attenzione deve esistere e coprire quel pezzo di terra umido e inospitale che garantisca il mio letargo.





Sentir il sole nascere

27 05 2008

Era un rumore acuto di uccelli lagnosi, che si disinteressava alla mia vita. Remake poco ispirato del ieri, anticipazione banale del domani, ignorante delle mie illusioni di una quotidianità mai ferma e in evoluzione.

Com’è stato poco saggio il mio credere di sapere, di conoscere, di aver compreso, il solo pensare che sentire il sole nascere significhi che il sole nascerà.





Nocturnal Self Portrait

11 05 2008

Sentivo la mancanza di un’adeguata rappresentazione del mio egocentrismo. Cosa meglio di un autoritratto?





si era foglie d’autunno

8 05 2008

vuoto e chiasso come le folle nei giorni di festa

ma senza i palloncini





You left me on this highway

8 05 2008





Cette femme ne fume pas

2 01 2008

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Ero solo stanco…

18 12 2007




Senti anche tu il profumo dei suoi capelli?

15 12 2007
Vanessa Beecroft

Vanessa Beecroft

Estate (Cesare Pavese)
C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Cosí trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.